giovedì 19 febbraio 2009

In picchiata


Leggo che alcuni commentatori si interrogano sulle sofisticate strategie di comunicazione sottese alla raffica di gag da avanspettacolo, ormai così laide, così visceralmente fasciste da risultare stomachevoli anche nella più rozza osteria del più degradato borgo padano. Mi sembra che si dia troppo credito all’intelligenza dell'individuo (incarnazione esemplare della fenomenologia del nano ben descritta da Fabrizio De Andrè). A me pare semplicemente un vecchio idiota, ormai privato dalla senescenza e da una patetica megalomania di ogni filtro fra il cervello e la lingua. Un idiota perfettamente in sintonia con l’idiozia dei suoi elettori, emblema del rimbecillimento mediatico del paese.

sabato 7 febbraio 2009

Firma anche tu l’appello di Libertà e Giustizia

Rompiamo il silenzio. Il manifesto di LeG

Il manifesto, che ha tra i suoi primi firmatari Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi, Sandra Bonsanti, Giunio Luzzatto, Simone Peverelli, Elisabetta Rubini, Salvatore Veca, è online sul sito di LeG e su quello di Repubblica.
“Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno”.
Firmate il manifesto. Fatelo girare tra amici e conoscenti, fate conoscere LeG nelle vostre città. Se sei già socio, rinnova la tua iscrizione, se non lo sei, iscriviti.
Insieme, rompiamo il silenzio.

Odio, dunque sono



martedì 3 febbraio 2009

Idiota, certo… ma “cattivo”

Un altro tassello all’innalzamento del razzismo a ideologia di stato ci viene dall’ineffabile sassofonista trovatosi per un capriccio della storia a fare il ministro nel governo del barzellettiere da crociera: contro i migranti clandestini bisogna diventare “cattivi”. Visto che, come scriveva Enzo Biagi, se c’è un idiota che lo dice ci sarà sempre un folto numero di imbecilli che lo perfeziona (e dunque aspettiamoci altri allegri roghi notturni), l’idiozia uscita dalla bocca di quello che è considerato il leghista più “intelligente” (immaginiamoci gli altri) può tranquillamente configurarsi come istigazione a delinquere e licenza di uccidere. Del resto, gli effetti del clima di odio e violenza fomentato da questa feccia sono su tutti i giornali: sui nostri, in termini di fatti di cronaca nera, e su quelli internazionali, in termini di disprezzo e presa di distanza da quello che è diventato questo paese (ma non sono scritti in bergamasco, e quindi inaccessibili ai più).
Già, perché il problema non sta tanto nelle rozze uscite della variegata fauna al potere, quanto nel fatto che il paese – o quanto meno quella parte del paese che non veste di verde, che non urla sguaiatamente, che non si è ancora del tutto involgarita – non reagisce, non si indigna, non prende le distanze: la cosiddetta “opinione pubblica”, ormai completamente narcotizzata da massicce dosi di disinformazione di regime, digerisce tutto, metabolizza ogni mostruosità, accetta con rassegnazione.
E se l’occupazione dei mezzi di informazione, l’arroganza del potere, il tentativo di sottomettere altri poteri dello stato, lo smantellamento della Costituzione sono prove generali di fascismo, il razzismo, l’odio e la violenza sono fascismo vero.