martedì 3 febbraio 2009

Idiota, certo… ma “cattivo”

Un altro tassello all’innalzamento del razzismo a ideologia di stato ci viene dall’ineffabile sassofonista trovatosi per un capriccio della storia a fare il ministro nel governo del barzellettiere da crociera: contro i migranti clandestini bisogna diventare “cattivi”. Visto che, come scriveva Enzo Biagi, se c’è un idiota che lo dice ci sarà sempre un folto numero di imbecilli che lo perfeziona (e dunque aspettiamoci altri allegri roghi notturni), l’idiozia uscita dalla bocca di quello che è considerato il leghista più “intelligente” (immaginiamoci gli altri) può tranquillamente configurarsi come istigazione a delinquere e licenza di uccidere. Del resto, gli effetti del clima di odio e violenza fomentato da questa feccia sono su tutti i giornali: sui nostri, in termini di fatti di cronaca nera, e su quelli internazionali, in termini di disprezzo e presa di distanza da quello che è diventato questo paese (ma non sono scritti in bergamasco, e quindi inaccessibili ai più).
Già, perché il problema non sta tanto nelle rozze uscite della variegata fauna al potere, quanto nel fatto che il paese – o quanto meno quella parte del paese che non veste di verde, che non urla sguaiatamente, che non si è ancora del tutto involgarita – non reagisce, non si indigna, non prende le distanze: la cosiddetta “opinione pubblica”, ormai completamente narcotizzata da massicce dosi di disinformazione di regime, digerisce tutto, metabolizza ogni mostruosità, accetta con rassegnazione.
E se l’occupazione dei mezzi di informazione, l’arroganza del potere, il tentativo di sottomettere altri poteri dello stato, lo smantellamento della Costituzione sono prove generali di fascismo, il razzismo, l’odio e la violenza sono fascismo vero.

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