
(segue dal post precedente)
4. Pochi chilometri (con un’eccezione). La formula one-hundred-miles products, ossia prodotti la cui provenienza non superi i 100-200 chilometri allo scopo di limitare l’impatto ambientale del trasporto – al di là della retorica che spesso la circonda, talora a fini di marketing –, altro non è che la semplice regola seguita da generazioni: compra al mercato e consuma prodotti di stagione. Così facendo, non solo adottiamo un comportamento “virtuoso” nei confronti dell’ambiente, ma probabilmente spendiamo di meno, possiamo fare la spesa a piedi e sosteniamo l’economia locale (sempre che l’astuto contadino non metta il dito sulla bilancia). E se ogni tanto mi voglio concedere un ananas (assai salutare!) o non so resistere al fascino di qualche lechee? Be’, una trasgressione ogni tanto rende la vita più interessante, poi potremo sempre combattere il senso di colpa con qualche bella mela magretta e bitorzoluta del banco del contadino.
A questa semplice regola voglio introdurre un’eccezione, che riguarda prodotti che invece viaggiano, e molto, il cui acquisto è auspicabile promuovere: quelli del circuito cosiddetto equo e solidale. Mi pare che per questi prodotti, alimentari e non – purché certificati e venduti nelle botteghe di cooperative e privati aderenti alle varie organizzazioni ufficiali –, incorporino una sorta di equazione, in forza della quale i benefici in termini economici e sociali di cui sono portatori possano bilanciare i danni dell’impatto ambientale del loro trasporto. E il loro acquisto non è soltanto un sostegno ai produttori, ma anche un riconoscimento a un’area del commercio che ha saputo abbandonare le logiche di rapina della categoria.


1 commento:
Condivido il contenuto dell'articolo e trovo molto bella la fotografia. Il prodotto che portano i due contadini andini è la quinua, un cibo sudamericano molto antico, che da noi si trova quasi sempre nei negozi del commercio equo e solidale. I suoi granelli hanno un sapore tenue e, secondo le genti dei paesi andini, sono molto salutari. Si mangiano con il latte, il formaggio, il brodo e in generale possono sostituire la polenta o il couscous in tutti i piatti in cui questi si usano.
Aldo Gualdini
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