
Leggo che alcuni commentatori si interrogano sulle sofisticate strategie di comunicazione sottese alla raffica di gag da avanspettacolo, ormai così laide, così visceralmente fasciste da risultare stomachevoli anche nella più rozza osteria del più degradato borgo padano. Mi sembra che si dia troppo credito all’intelligenza dell'individuo (incarnazione esemplare della fenomenologia del nano ben descritta da Fabrizio De Andrè). A me pare semplicemente un vecchio idiota, ormai privato dalla senescenza e da una patetica megalomania di ogni filtro fra il cervello e la lingua. Un idiota perfettamente in sintonia con l’idiozia dei suoi elettori, emblema del rimbecillimento mediatico del paese.


2 commenti:
Il lugubre buffone cui si allude continua a vincere e conserva intatto o aumenta il suo grado di attrattiva e simpatia fra gli italiani. Per contrastarlo, vista la mentalità e la cultura ormai prevalenti in Italia, non c'è che una strada: trovare non un Obama, che da noi non avrebbe nessun successo, ma un pagliaccio di sinistra, che con le sue buffonate faccia ridere un po' più di quell'altro, magari senza essere altrettanto squallido. Credo che il PD come segretario debba scegliere Benigni.
Alfonso Ghiberti
L'espressione "rimbecillimento mediatico" è riduttiva, perché può far pensare, per esempio, a una semplice incapacità del "popolo bue" di capire le notizie trasmesse dai media. La situazione, invece, è molto più grave. In realtà le notizie non vengono date, oppure sono date in forma falsificata o distorta. Lo scopo è che il pubblico non giudichi e non critichi, non perché è stupido (molti lo sono, ma non tutti), ma perché semplicemente non sa, non conosce le cose, o ne conosce una versione manipolata. Faccio soltanto esempi molto recenti. Negli ultimissimi tempi, l'ineffabile individuo che ci comanda si è esibito in almeno tre uscite da oscar: 1. ha schernito le vittime argentine dei "vuelos de la muerte", ossia gli oppositori del regime militare che venivano gettati in mare dagli aerei, ed ha subito per questo una seria protesta diplomatica del governo argentino. 2. Ha ipotizzato, in Italia, la nazionalizzazione delle banche, auspicando, in sostanza, l'inizio di un sistema di "socialismo reale" oppure (cosa più modesta e più consona alla sua ideologia) un intervento alla disperata che è stato attuato temporaneamente da qualche regime latinoamericano in momenti di drammatica emergenza nazionale. 3. Ha poi precisato che intendeva nazionalizzare soltanto le banche straniere, accentuando e abbellendo così con un tocco di schietto nazionalismo d'epoca la sua inedita vocazione al socialismo statalista. Ora, qualcuno mi sa dire quanto i telegiornali abbiano informato gli italiani di queste formidabili sortite di un personaggio di cui di solito ci fanno conoscere tutte le smorfie, gli sbertucciamenti e le calunnie, quando sono diretti contro i suoi avversari interni, presidenti, politici, magistrati o padri infelici che essi siano? Queste tre impresentabili fesserie sono state semplicemente taciute, nascoste, perché nessuno potesse farsi un'idea del grado di serietà e di coscienza etica, storica ed europeista del padrone del vapore.
Arnaldo Berti
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