
Perché nel nostro paese l’opposizione non si oppone e chi si oppone viene redarguito e odiato con pari virulenza da maggioranza e “opposizione”? Gli Stati Uniti ci hanno recentemente dimostrato che uno dei punti di forza della democrazia è la netta distinzione dei ruoli: tu la pensi in un modo, io in quello opposto e non solo non devo vergognarmi di dirlo forte e chiaro (né tanto meno sono stigmatizzato perché lo faccio), ma è universalmente apprezzato il fatto che ci sia chi si oppone e che il sistema garantisca e promuova l’opposizione. E chi si oppone ai detentori del potere non è considerato un nemico della patria o un irresponsabile che scredita le sacre istituzioni, ma la dimostrazione vivente della forza del paradigma democratico.
Perché Obama dichiara che tra i suoi primi provvedimenti vi sarà l’immediata abolizione (sì, un tratto di penna, e via) di 200 (leggasi: 200) leggi fatte approvare da Bush e nell'anno e mezzo di governo il centrosinistra non ha abolito neanche una (leggasi: una) delle leggi vergogna del precedente governo Berlusconi? Perché in sei anni e mezzo di governo (1996-2001 e 2006-2008) il centrosinistra non è riuscito a fare una legge sul conflitto di interessi che ponesse fine alla grottesca anomalia italiana, spianando nuovamente la strada al regime mignottocratico?
La ragione, a parer mio, non sta (soltanto) nel fatto che molti, anche nel centrosinistra, in questo regime ci stanno come topi nel formaggio, lo trovano perfettamente congruente con la visione della politica come spartizione del potere, delle poltrone e del denaro pubblico (cioè dei cittadini): non hanno alcun interesse a contrastare questa visione della politica, perché sanno che se oggi stanno in astinenza (che peraltro è ancor tutto da dimostrare), domani potrebbe toccare a loro spartirsi – con metodi non del tutto dissimili – la torta.
… continua


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