giovedì 20 novembre 2008

Fini linguisti / 2

(… segue dal precedente) C’è una seconda parola che l’attivismo culturale dell'attuale governo ha costretto a rispolverare e a riportare d’attualità, reinserendola a forza nel vocabolario, nonostante gli sforzi della democrazia per cancellarla una volta per tutte: e non solo dal linguaggio, ma anche e soprattutto dalle coscienze.

Vediamo anche in questo caso che cosa ci dice al proposito il dizionario De Mauro (www.demauroparavia.it):

apartheid, s.m.inv. nella Repubblica del Sudafrica, politica di segregazione razziale attuata dalla minoranza bianca nei confronti della popolazione di colore | estens., discriminazione razziale.

Stiamo parlando della mozione della Lega Nord del 15 ottobre da inserire nella “riforma” Gelmini sulla scuola che prevede l’istituzione di “Classi di inserimento per bambini extracomunitari”, ossia – nel sistema scolastico pubblico – classi separate dagli italiani nelle quali imparare la nostra lingua e altre cose utili (azzardo: fenomenologia del padanesimo, archivistica celtica, filologia bergamasca e via studiando e integrando). È interessante notare come anche qui – analogamente al caso delle impronte ai rom – i principali interessati dal provvedimento siano i bambini, ossia la componente più debole della componente più debole della società. Come sempre, deboli con i forti ma fortissimi e spietati con i deboli.

Siamo diventati un paese che ha paura dei bambini.

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